Due classi dell’Istituto “Marconi Pieralisi”, la 2^EM e la 2^NM, sono state protagoniste del progetto educativo della Fondazione Michele Scarponi “La strada è di tutti”, che vuole sensibilizzare studentesse e studenti sui temi relativi alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale. Sono stati tre gli incontri, per una durata complessiva di sei ore, fra cui quello con Marco Scarponi, tenutosi nei giorni scorsi nell’aula magna del plesso di via Raffaello Sanzio. Scarponi ha presentato le attività del progetto alle classi, partendo dal racconto toccante della vicenda del fratello Michele. Attraverso la morte del campione di ciclismo è stato possibile riflettere sul tema della violenza stradale e sul dolore che genera: sono state messe in evidenza non solo le cause, ma anche le possibili soluzioni, per arrivare alla trasformazione del dolore in dono con il messaggio del piede a terra che la Fondazione porta avanti.
L’incontro è proseguito con le domande: “A che cosa serve la strada? Di chi è?”. L'architetto Matteo Dondè, urbanista, si è affiancato a Marco Scarponi e ha offerto una carrellata di fotografie e brevi video che mostravano strade di tutto il mondo in cui la carreggiata è progettata per essere condivisa tra auto, biciclette e pedoni, che di tanto in tanto lasciano lo spazio a chi gioca, chi balla, chi si sfida a pallacanestro. Al termine, si è dato il via al laboratorio dal titolo: “Come vorrei ripensare la strada antistante la mia scuola?
Gli studenti hanno raccolto la sfida. Sono stati coinvolti nella discussione e stimolati per innescare un dibattito profondo e valoriale sulla sicurezza stradale e la mobilità sostenibile, che sfocerà in un compito di realtà. In queste settimane saranno all’opera per sognare e proporre un pezzetto di strada cittadina a loro misura. A maggio i lavori saranno presentati alla cittadinanza in occasione delle giornate dedicate alla mobilità che la Fondazione Scarponi sta organizzando.
