Messaggio Questore Capocasa per l'inizio dell'anno scolastico per le istituzioni scolastiche della Provincia di Ancona

Il Portavoce
Comm. C. Francesco TEDONE

"Preg.mi Insegnanti, Cari studenti,

inizia oggi un nuovo anno scolastico in cui sarete coinvolti in un appassionante ed insostituibile lavoro sui temi dell’educazione civica, dell’integrazione, della pari dignità, dell’eguaglianza, della libertà. La scuola assume un ruolo preventivo, assolutamente preminente nell’educazione alla legalità perché ha anche un valore sociale.

La buona scuola apre le menti, educa al rispetto reciproco, all’inclusione, ai principi fondativi della nostra società contenuti nella Costituzione repubblicana.

Costituisce – in ogni caso – il miglior partner, insieme alla famiglia (con ruoli differenti ma complementari), alla costruzione della società di domani.

Il legame tra l’istituzione scolastica e l’educazione alla legalità non è accessorio ma rappresenta il fulcro stesso della formazione del cittadino.

La Scuola insegna la legalità attraverso il vissuto quotidiano perché è il primo “Presidio di Giustizia” e di realizzazione cui vengono a contatto i giovani.

Come sosteneva Piero Calamandrei, la scuola è un organo costituzionale fondamentale, essenziale per la nascita e il mantenimento della democrazia perché la scuola educa alla cittadinanza attiva e al pensiero critico. «Perché a questo serve la democrazia: a permettere a ogni uomo di tendere verso la sua perfezione. E la scuola è il luogo dove questa ascesa si compie».

In questa prospettiva, l’illegalità non è solo la rottura di una regola, ma un vulnus inflitto alla coesione sociale.

La legalità è "l’abito mentale" che permette di abitare il mondo con etica, consente di rielaborare la Memoria Storica (pensiamo al sacrificio di chi ha difeso lo Stato come monito per il futuro), permette di sperimentare l’esercizio dei diritti e dei doveri come un laboratorio vivo di cittadinanza attiva.

In ultima analisi, educare alla legalità significa educare alla bellezza della convivenza. La legge non è un limite all’espansione dell’io, ma il binario su cui la libertà può correre senza deragliare nel sopruso.

Il rapporto tra la Polizia di Stato e l’istituzione scolastica rappresenta l’evoluzione contemporanea del concetto di "sicurezza": non più intesa solo come repressione o controllo ma come prossimità educativa.

Questo legame trasforma l’agente di Polizia da figura autoritaria e distante a testimone di cittadinanza, un alleato strategico nel delicato processo di crescita degli studenti.

Pensiamo a vari progetti come quelli per il contrasto del cyberbullismo e la promozione della Sicurezza in Rete o al Progetto "Pretendiamo Legalità".

Esemplificativo è quest’ultimo concorso-progetto che la Polizia di Stato rinnova annualmente con il Ministero dell’Istruzione. Attraverso laboratori e incontri, si stimola una riflessione sulla Costituzione e sul rispetto delle regole, culminando in elaborati creativi dove gli studenti diventano "sentinelle" del proprio territorio. Sentirsi parte di una comunità e avere “cura” di quella comunità, osservare se un coetaneo più fragile viene deriso, umiliato o prevaricato, agire a sua tutela, proteggerlo: anche semplicemente raccontando cosa sta succedendo al docente, a un adulto, a un poliziotto o a una poliziotta.

Il nostro obiettivo è mostrare che la divisa è un abito di servizio al bene comune: l’agente è un punto di riferimento in caso di pericolo ma ciò solo se si crea un clima di fiducia reciproca tra giovani ed Istituzioni.

Il rapporto tra queste due realtà mira a instaurare quella che i sociologi definiscono "Legalità Diffusa". Se la scuola fornisce la teoria della convivenza, la Polizia ne mostra la pratica e le criticità, talvolta anche i limiti. Non tutte le condotte negative possono essere sanzionate perché non ancora rilevanti dal punto di vista penale ma sono spia di un’armonia che sta degenerando. Anche in quel caso, noi ci siamo, anzi ancora di più: raggiungere giovani poco prima che commettano l’irreparabile per se stessi e gli altri è la più grande vittoria e per farlo abbiamo bisogno che ci chiamate. Non pensate mai di creare danni chiamandoci, sapremo calibrare anche consigli per situazioni al limite ma arrivando prima che accadano.

In sintesi, la Polizia entra a scuola anche quest’anno per contribuire al percorso di legalità – insieme agli insegnanti – dei ragazzi. È un sodalizio che trasforma la sicurezza da concetto astratto a pratica quotidiana di libertà perché la legalità debba essere sempre al servizio della persona: “non la persona per lo Stato, ma lo Stato per la persona e per tutti gli sviluppi naturali e soprannaturali della persona” (G. La Pira). La legalità è la garanzia che l’interiorità dell’uomo non sarà mai violata dall’arbitrio.

Buon anno scolastico amati giovani, siate sempre liberi e attenti gli uni con gli altri, noi saremo al vostro fianco – non per giudicare – ma con la mano tesa per ascoltare e aiutare."

Pubblicato: 17.09.2026 - Revisione: 17.09.2026